Riccardo Sadè - 12 Febbraio 2026
Vorrei che prima di leggere il contenuto del mio post, ti assicurassi di essere centrato e sereno.
Assicuratene, è importante! Quando ci sei, prosegui.
Vorrei parlare con te dell’ultimo scandalo, quello che coinvolge 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐭𝐢𝐩𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐞𝐝𝐞𝐯𝐚 𝐮𝐧’𝐢𝐬𝐨𝐥𝐚 e che ha quell’evidente cognome ebraico, tipo Einstein, ma non proprio.
Bene! Come sicuramente ti sarà giunta voce, tale personaggio, è stato trovato morto “suicida” in carcere nel 2019 ai preludi del dilagare di quel noto morbo, tipo peste, ma non proprio.
Suddetto individuo era legato ad una rete di persone non proprio specchiate, appartenenti agli alti ranghi della società statunitense, che nel tempo libero pare avessero macabre e perverse passioni.

Ora, la verità integrale di tali vicende – com’è facile comprendere (lo è? Speriamo!) – non viene di certo resa nota al grande pubblico. Se hai dubbi su questo, forse non hai enzimi e succhi gastrici utili a digerire le mie parole, quindi sospendi la lettura.
Se invece le tue riflessioni ti hanno portato ad essere concorde con me sulle premesse sin d’ora fatte, prosegui.
In pratica si vuol far credere, per l’ennesima volta, che le notizie date nei social network e attraverso i media tradizionali, non solo siano vere e accurate, ma che rispondono veramente al bisogno di verità proprio del popolo. Bisogno di verità del popolo? Ma non facciamoci ridere. 𝐍𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧 𝐠𝐞𝐧𝐮𝐢𝐧𝐨 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 “𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐢”. 𝐈 𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐢 𝐬𝐢 𝐫𝐞𝐠𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐮 𝐮𝐧 𝐢𝐦𝐩𝐢𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐫𝐚𝐟𝐟𝐢𝐧𝐚𝐭𝐢𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐮𝐠𝐢𝐞. Noi veniamo cresciuti immersi in bugie e dissonanze cognitive. La verità finisce per non essere mai un nostro problema. Alla luce di ciò, questo interesse circa “i segretissimi file desecretati” che mettono in chiaro l’esistenza di una rete organizzata di pervertiti (nel senso etimologico del termine) non risponde ad un sano desiderio di verità, ma piuttosto ad una morbosa tendenza dell’animo umano a godere dello scandalo ai danni dei ricchi, dei potenti e dei famosi. Avviene un meccanismo che la psicologia chiama transfer. 𝐋𝐞 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐜𝐡𝐢𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐯𝐞𝐧𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐢𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐭𝐮𝐫𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐢̀ 𝐝𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐢𝐧𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚. Chi, infatti, leggendo la cronaca non ha il retropensiero: “Che mostri! Per fortuna io non sono così!”.
Come è noto 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐥 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐨, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐧𝐢𝐬𝐜𝐞, 𝐝𝐚̀ 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞 𝐚𝐦𝐩𝐥𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐯𝐢𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐡𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢. Quindi nulla può rassicurare l’indignato cittadino che lui, fosse stato al loro posto, si sarebbe comportato diversamente.
Quando si prende visione di una notizia giornalistica sarebbe più maturo e proficuo, scalzare l’indignazione per fare posto ad una sana introspezione guidata dall’urgente interrogativo:
“ma questa cosa quanto mi riguarda?”.
Ovviamente non bisogna essere frettolosi nelle risposte. L’indagine richiede tempo e spazio. 𝐈𝐧𝐝𝐢𝐠𝐧𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐜𝐜𝐚𝐧𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐩𝐨𝐧𝐬𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐩𝐞𝐫 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐨𝐫𝐧𝐨. È molto più semplice ed economico eleggere “mostri” e “santi”.

𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐈 (𝐍𝐎𝐍 𝐂𝐄𝐑𝐓𝐈!) 𝐔𝐓𝐈𝐋𝐈𝐙𝐙𝐈 𝐃𝐈 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐄 𝐍𝐎𝐓𝐈𝐙𝐈𝐄 𝐃𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝐏𝐎𝐓𝐄𝐑𝐄 𝐎𝐂𝐂𝐔𝐋𝐓𝐎 𝐄𝐃 𝐄𝐋𝐈𝐓𝐀𝐑𝐈𝐎
1) Ingigantire certi aspetti macabri della vicenda che coinvolgono bambini e bambine così da deviare l’attenzione da altre questioni di altrettanta importanza. Quindi in questo caso non si racconta una bugia, ma una mezza-verità. Quella che depista meglio le coscienze. Quella che allontana dai “perchè esoterici”.
2) L’ondata di orrore, sbigottimento, indignazione che seguono a tali notizie sono “energia” sfruttabile a scopo magico-rituale. Non chiedetemi di essere troppo specifico. Andate a studiare. Se milioni di persone si occupa simultaneamente di un fatto accaduto, si genera un serbatoio da cui sapientemente si può attingere per fare magia. E qualcuno dirà “ma figurati! La magia non esiste. Ancora a credere alla superstizione”. Il problema è che non ci credo solo io. Ci crede anche il circolo di pervertiti di cui è oggetto questo post. Queste vicende mettono in luce un culto “satanico” di cui tali potenti erano devoti.
3) I nomi che emergeranno non saranno i nomi dei veri potenti, quelli che tengono le fila occulte del pianeta. La Gerarchia Oscura che crede di poter controllare tutte le coscienze e che è patrocinata da entità nere. Quella rimarrà invisibile e quindi intoccabile.
4) Potrebbero emergere nomi di politici e potenti dediti al bene, che per il fatto di comparire in suddetti file vedranno compromessa la propria immagine. Tutti invece di porsi la domanda “Ma è vero?”, cominceranno a screditarli e a pensare “Ma io lo sapevo!”. Tutti Sherlock Holmes a posteriori.
Riassunto conclusivo:
Da tali vicende si apprende che il male esiste e ha diversi livelli di profondità. Al cittadino medio che non fa ricerca e si pone le giuste domande, tali livelli sono preclusi. A tal fine è opportuno istruirsi, senza però puntare il dito verso il nemico esterno. Siamo noi che possediamo illuchettato dentro di noi il male che proiettiamo fuori. 𝐓𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞̀ 𝐥’𝐮𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐠𝐢𝐫𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐎𝐦𝐛𝐫𝐚.
R.